Sembra quasi la domanda “È nato prima l’uovo o la gallina?”, invece la cosa è molto meno cervellotica.

La prima cosa da fare sarà senz’altro una correzione di bozza. In questo modo, che ne facciamo una prima sfoltita noi tramite il correttore ortografico di Word, o che affidiamo il manoscritto a un CdB, avremo un testo pulito da refusi, cose a caso, righe orfane, spazi doppi e altre cianfrusaglie che escono fuori quasi per magia mentre digitiamo. In questo caso chi dovrà farci l’editing avrà un manoscritto ordinato persino nello stile dei titoli, sottotitoli, corpo del testo, formattazione in generale e potrà dedicarsi senza distrazioni al lavoro che gli compete. Quale questo sia, se un editing leggero, medio o pesante, potrà essere consigliato da un valutatore, oppure direttamente dall’editor che iniziando il lavoro potrà accorgersi di cose che richiedano un lavoro più prolisso. A quel punto un confronto con l’autore diventerà necessario.

Alla luce di ciò potremmo riagganciarci al discorso affrontato nel precedente articolo  in cui ci si chiedeva perché pagare un editor fisico, quando in rete ci sono dei programmi di editing gratuiti.

Perché l’editor fisico, quello umano, è un professionista che sa fare il suo lavoro e che può consigliare, venire incontro a bisogni e problematiche, dal quale indirettamente si potrà sempre imparare qualcosa. E l’accrescimento culturale e personale è una cosa che non andrebbe mai barattata con qualcosa che odora di bot automatico.