Marina Cappelli

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Come gestire e interpretare le recensioni (parte seconda)

Ben ritrovati, librandi. È giunta l’ora di affrontare la seconda parte del discorso “recensioni” iniziato qui. L’ultima volta, in chiusura di articolo, ci eravamo posti un paio di domande: 1) Come si fa a livellare le monostelle che tanto ci abbassano la media nelle recensioni? 2) Come fanno alcuni libri, oggettivamente bruttini, ad avere tutte quelle recensioni positive ed essere tra i primi dieci/venti nelle classifiche? È semplice: pagando! Il fenomeno delle recensioni a pagamento, amichevolmente chiamate RAP, è il fratellino minore di quello delle editorie a pagamento, le EAP. Prima l’autore, digiuno e inesperto in questa giungla in espansione che è l’editoria del terzo millennio, si affida alle EAP; poi, accorgendosi che la casa editrice non è altro che una stamperia on demand (dove...

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Emozioni

[Elisabetta Bertolotti, Independently Pub, 2017. ISBN 9791220050968] Genere: Silloge poetica È così difficile recensire le poesie, e anche poco giusto, perché una poesia scaturisce emozioni del tutto soggettive, e sono pur certa che, chi legge non proverà mai l’intensità di emozioni che ha provato in quel momento il poeta che l’ha scritta. Questa breve silloge, una cinquantina di pagine, è un tenero viaggio dentro l’animo. Con semplicità vengono descritte situazioni, cose, elementi più o meno naturali. Si percepisce il vento che soffia, l’acqua che si increspa o si alliscia, si sentono i passi di Elisabetta mentre cammina su un prato, o in un bosco. Le poesie andrebbero lette e subito dopo avere il tempo necessario per “digerirle” a occhi chiusi, in pace e...

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Come gestire e interpretare le recensioni

E come farle, anche! Chi si espone dovrà sempre fare i conti con i feedback. È una regola che vale per tutti. Le recensioni positive fanno sempre piacere, sia che queste vengano rilasciate da persone che “se ne intendono”, sia dai profani, senza entrare nel merito di amici e conoscenti. Per quanto riguarda le recensioni negative, invece, la faccenda è ben diversa. Quando notiamo le monostelle, il nostro animo si allarma e il pensiero va subito al fatto che ogni stelletta solitaria ci abbasserà la media del feedback. Ma tranquilli, esiste il modo di far risalire l’indice di gradimento e ha la stessa valenza di una recensione negativa lasciata senza che questa dica granché. Sì, perché le recensioni negative vanno anche sapute interpretare, e...

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Intervista a… Serena Pinzani

Salve librandi, con immenso piacere do il via anche alla rubrica dedicata alle interviste, e la inaugureremo con Serena Pinzani, che oltre a essere una scrittrice, è anche la fondatrice di una realtà editoriale molto attiva nel territorio mugellano, “La Scriveria”. Serena è anche organizzatrice di eventi legati al mondo dei libri, come ad esempio l’Ingorgo Letterario, evento annuale che si tiene a Borgo San Lorenzo, o anche Mugello da Fiaba, anche questo ospite nella città di Borgo San Lorenzo. Ma lasciamo la parola a Serena chiedendole subito: 1) Chi è Serena Pinzani? È nata prima la parte autrice, o l’idea de La Scriveria è stata la prima cosa a essere concretizzata? Serena Pinzani nasce come giornalista e per circa 20 anni ricopre...

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Le utili, quanto brutte, manchette!

Sono quelle fascette di carta che circondano i libri, spesso di colori sgargianti, come il giallo, il rosso, l’arancione. Sono la gioia e il dolore del lettore che si avvicina a una vetrina di libri. Bruttissime, non lo neghiamo, queste fascette nascondono per buona parte la copertina del libro – anche se ammetto che qualche volta è un bene, vista l’ancor più bruttezza di alcune cover – riportando notizie riguardanti gli stratosferici risultati del libro stesso, tipo “Bestseller da oltre 300.000 copie”, “Autore da sei milioni di copie”, “1.000.000 di copie vendute in Italia”, e così via. Frasi, ovviamente, buttate lì a caso, tanto chi è che andrebbe mai a controllare, una per una, se il milione di copie è stato realmente...

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Nel futuro che ci attende

[Angelica Romanin, Independently Pub, 2020. ISBN 9798637515769] Genere: Fantascienza Io sono cresciuta a colpi di Classici Urania. La Fantascienza è, per me, una cosa molto seria ed è difficile che io trovi un buon libro di fantascienza tra le opere post Urania. Ammetto quanto sia difficile competere con gente del calibro di Arthur C. Clarke, Fredric Brown, Robert Heinlein… Isaac Asimov. Infatti è quasi impossibile. Angelica Romanin mi ha piacevolmente sorpresa, perché la sua non è una fantascienza “molta fanta e poca scienza”, anzi. Erano anni che non mi trovavo di fronte una tematica così interessante e descritta in modo avvincente. Il libro inizia con uno dei cliché più in voga degli ultimi tempi: l’Uomo brucia, consuma, inquina, sperpera. I ghiacciai si stanno sciogliendo....

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Quando l’editing va in conflitto con l’editor.

Vi è mai capitato di vedere scritta una cosa che, per quanto esatta sia, proprio non vi suona bene? La leggete, la rileggete e poi, presi dall’atroce dubbio, andate a ricercare chi abbia torto, se voi o chi ha scritto quell’intruglio. Ecco, adesso immaginatevi come si possa sentire un editor che si vede segnare in rosso dal correttore automatico di Word una parola che ha sempre sentito dire, e ha pure la riprova che sia esatta. Vi giuro, crolla il mondo. Se non tutto quanto, un bel pezzo! L’altro giorno mi è capitato un episodio che difficilmente scorderò. Prendiamo come esempio un grande castello, di quelli pieni di anfratti, pertugi e stanze segrete. Tipo quello di Barbablù, o di Vladimir Dracula. Immaginiamolo a forma...

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La Borsa Da Viaggio Blu

[Giancarlo Molinari, Arpeggio Libero, 2014. ISBN 9788897242833] Genere: Thriller Mi piace iniziare questa rubrica dedicata alle recensioni, partendo da un caro amico che ormai non c’è più. Giancarlo Molinari è stato un uomo dai pensieri profondi, di principi morali ormai vintage, di quelli che sono un po’ in disuso al giorno d’oggi. È stato un piacere immenso averlo conosciuto e sono orgogliosa di aver avuto l’opportunità di scambiarci diverse opinioni. Questo suo libro, La borsa da viaggio blu, è un thriller, una storia che inizia nel più semplice dei modi, per poi affrontare un crescendo di situazioni fino al finale, per poi tornare placida, ma, come il passaggio di una tempesta, ti lascia a contare i danni. Insomma, leggere questo racconto ci pone...

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Incipit sì, o incipit no?

Ormai usiamo i nostri profili social per fare di tutto: conoscere persone nuove, ritrovare vecchi amici, sfogarsi, chiedere e rispondere, rendere partecipi i nostri contatti di ciò che facciamo, subiamo, mangiamo… Su un profilo social c’è di tutto – tutto ciò che vogliamo che gli altri sappiano di noi, ovviamente – e spesso ci troviamo DAVVERO TUTTO! Anche sui profili di chi scrive si trovano post che riguardano la vita degli autori, le loro idee, i progetti e molte volte si trovano gli incipit delle loro opere. Trovo questa cosa molto bella da offrire a chi frequenta i nostri profili e le nostre pagine autore, anch’io qualche volta lascio qualche frase tratta dai miei libri. Ciò aiuta i lettori a capire il modo in cui scriviamo, il genere trattato, il tutto...

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“Perplimere” è un verbo?

L’altro giorno ho assistito a una gentil tenzone tra un vecchio professore di Lettere e un giovin scrittore a proposito del termine “perplimere”. Il giovin scrittore sosteneva con ardore la parola in questione, rimarcando frasi e libri in cui questa regnava, coniugata nei più disparati tempi verbali, avendo superato le più aspre e strette maglie di altisonanti editor, quindi la faccenda, per il giovanotto, poteva concludersi lì. Dal canto suo il vecchio professore insisteva nel proprio atteggiamento nei confronti di quello che lui già faticava ad accettare come neologismo, figurarsi relegarlo nella schiera dei verbi. La diatriba è durata un tempo relativamente breve, dal momento che l’uno non riusciva a convincere l’altro, sebbene volassero opinioni pregevoli da entrambe le parti. Nella mia infinita ignoranza mi...

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